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Android, ci mancava solo questo per renderlo uguale ad un iPhone: l’ultima funzione ora è disponibile su tantissimi dispositivi

Per anni una delle funzioni più apprezzate dell’ecosistema Apple è stata la possibilità di trasferire rapidamente foto, video e documenti tra dispositivi senza dover aprire applicazioni esterne o utilizzare servizi cloud.

Android e iOs sempre più simili con Air Drop Astrotech.it
Funzione AirDrop anche per Android - Astrotech.it

Per anni una delle funzioni più apprezzate dell’ecosistema Apple è stata la possibilità di trasferire rapidamente foto, video e documenti tra dispositivi senza dover aprire applicazioni esterne o utilizzare servizi cloud.

AirDrop è diventato quasi un elemento distintivo dell’esperienza iPhone: pochi tocchi e il file passa da uno smartphone all’altro nel giro di pochi secondi.

Android aveva già risposto con sistemi proprietari sviluppati dai vari produttori e, successivamente, con Quick Share, la piattaforma universale introdotta da Google per semplificare la condivisione locale dei contenuti. Ora però il sistema sta ampliando ulteriormente il proprio raggio d’azione e la funzione arriverà su un numero molto più ampio di dispositivi di fascia alta.

L’obiettivo appare piuttosto chiaro: ridurre sempre di più la distanza operativa tra i due ecosistemi e rendere il trasferimento dei file un processo immediato indipendentemente dal produttore scelto.

Quali smartphone riceveranno la nuova funzione

L’espansione della compatibilità coinvolgerà diversi modelli premium già presenti sul mercato o in arrivo nei prossimi mesi.

Tra i dispositivi interessati compaiono diversi smartphone Samsung, inclusi Galaxy S25, Galaxy S24, Galaxy Z Flip 7, Galaxy Z Fold 7, Galaxy Z Flip 6, Galaxy Z Fold 6 e Galaxy Z TriFold.

Funzione AirDrop anche per Android Astrotech.it

Android e iOs sempre più simili con Air Drop – Astrotech.it

Anche altri produttori entreranno progressivamente nell’elenco, con dispositivi come OnePlus 15, Oppo Find X8, Honor Magic V6 e Honor Magic 8 Pro.

Questi modelli si aggiungono a smartphone che risultavano già compatibili in precedenza, tra cui alcune serie Google Pixel, nuovi dispositivi Oppo e altri terminali di fascia elevata.

Perché non arriverà su tutti gli smartphone Android

L’aspetto più interessante riguarda i requisiti tecnici necessari al funzionamento della funzione.

Non si tratta semplicemente di installare un aggiornamento software.

La condivisione rapida richiede infatti componenti hardware specifici che coinvolgono:

processore

modem

chip dedicati alla connettività

gestione wireless avanzata

La comunicazione tra dispositivi sfrutta infatti protocolli che devono garantire velocità elevate, rilevamento rapido dei terminali vicini e trasferimento stabile dei dati.

Questo spiega perché la funzione continui a essere destinata principalmente ai modelli premium.

Negli anni Android ha spesso sofferto una certa frammentazione tra produttori, con sistemi differenti e strumenti non sempre compatibili tra loro. L’evoluzione di Quick Share sembra seguire una direzione diversa: costruire un’infrastruttura comune che renda l’esperienza più uniforme.

Per molti utenti potrebbe sembrare una semplice funzione per inviare foto agli amici. In realtà dietro c’è qualcosa di più ampio: un ecosistema che prova a eliminare una delle differenze che per anni hanno separato l’esperienza Android da quella tipica dell’iPhone.

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